L’APS ha affidato la gestione del bar ad un imprenditore esterno, a cui richiede il pagamento di un canone di affitto di azienda di € 300= (+IVA 22%) mensili con i seguenti aspetti:
-fatture relative ai mesi da gennaio a novembre (€ 3.300 + € 726= € 4.026) incassate nel corso del 2025;
-fattura relativa al mese di dicembre (€ 300 + € 66= € 366), emessa a dicembre 2025, ma incassata solo nel mese di gennaio 2026.
Secondo le istruzioni UNIONCAMERE l’affitto d’azienda del bar del circolo dell’APS deve avvenire con atto notarile, secondo le normali regole civilistiche (art. 2556 C.C), anche se la prassi delle CCIAA non è uniforme, per cui talune di esse accettano anche scritture private o, anche, semplici verbali del Consiglio Direttivo. Il gestore è un imprenditore commerciale a tutti gli effetti, per cui dovrà adempiere a tutti gli obblighi sanitari e fiscali vigenti; resta fermo che il bar resta aperto per i soli soci in quanto si tratta di un’autorizzazione amministrativa “da circolo” e non pubblica.
L’affitto d’azienda è un’attività “diversa”, avente natura fiscale “commerciale” da riportare nel registro IVA ex L. 398/1991. Il versamento dell’IVA è riferito ai primi tre trimestri solari con la quota del 50% dell’IVA fatturata.
La fattura di dicembre va riportata nel registro IVA ex L. 398/1991 anche se non incassata nel 2025 in quanto l’Agenzia delle Entrate ritiene valida ai fini IVA la data di emissione (ex art. 6 DPR 633/72); ai fini della dichiarazione IRES/IRAP tale importo non dovrà essere considerato per il periodo d’imposta 2025, ma solo per il successivo periodo d’imposta 2026 (criterio di cassa).
Si segnala che sul punto vi sono pareri discordi nella prassi delle agenzie SIAE, competenti a fare i controlli sui soggetti in L. 398/1991, e delle varie sedi dell’A.d.E., competenti ad elevare gli accertamenti.